Ripopolare le strade, riportare i bambini a giocare per le vie, sentire di nuovo le voci della gente indaffarata nei vicoli, ridare vita al paese. È la missione dell’associazione Sette Colli di Pari, borgo medievale nel comune di Civitella Paganico al confine con la provincia di Siena. Che ha ideato il progetto “Riaprire le persiane”.
«Troppo a lungo tante case sono rimaste vuote, con le persiane chiuse», spiega il presidente della Sette Colli, Tommaso Minacci. «Bisogna fare qualcosa per questo paese». E che paese. Pari è un borgo da favola, accomodato su un colle stretto tra il monte Amiata e il Petriolo, mirabilmente curato e mantenuto nel suo aspetto originale grazie a una ristrutturazione collettiva avviata negli anni ‘70. Tutti i muri sono in pietra e le imposte in legno. Di plastica manco a parlarne e le auto spengono il motore quasi tutte fuori dal borgo. Non c’è smog, a Pari, solo odore di camino nelle strade. Un gioiello nel cuore della Toscana, insomma, che rischia di morire. Dal dopoguerra ad oggi, come altre migliaia di piccoli borghi, a Pari è iniziata una lenta emorragia. La gente si è riversata in città, in cerca di lavoro e servizi, e dei mille abitanti del ‘45 oggi ne rimangono duecento.
Per questo, si sono detti gli abitanti, bisogna creare nuovi parigiani. La ricetta è semplice. «La nostra associazione – spiega Minacci – organizza una sagra molto famosa e longeva, la sagra della salsiccia. Con il ricavato, anziché finanziare una squadra di calcio come fanno tanti paesi, paghiamo tutto o in parte il canone di affitto per tre anni a chi decide di trasferirsi a Pari».
L’invito non è rivolto a caso. «Lo scopo è di ripopolare Pari – spiega Minacci – e dunque la proposta è rivolta esclusivamente a famiglie con almeno un bambino e con un solido lavoro alle spalle, disposti a prendere la residenza e che vivano il paese». Per capirsi, non è un’operazione di emergenza abitativa, non si mettono a disposizione case per chi non ha un tetto. Si cercano persone che facciano una scelta di cuore.
«Per questo non saranno accolte le proposte di single o coppie senza figli – precisa Minacci – e prediligeremo famiglie toscane, delle province limitrofe o del Fiorentino, che conoscano cioè le nostre tradizioni». Le case a disposizione sono al momento tredici.
«Tre – spiega Minacci – saranno concesse gratuitamente per tre anni; ai locatari spetterà solo pagare le utenze. Le altre saranno date con canone agevolato, dai 150 ai 200 euro al mese». Tutte le abitazioni sono nello stile caratteristico del borgo, «case di pietre scheggiate» fatte «con i sassi presi dal fiume», come le descrive nel suo romanzo più famoso, “Con gli occhi chiusi”, un parigiano celebre, lo scrittore Federigo Tozzi.
I suoi genitori erano originari di Pari e la loro casa si conserva ancora, con una targa commemorativa. L’ultimo parigiano arrivato, invece, è Lorenzo, nato un anno fa. «Abbiamo diversi bambini – spiega Minacci – ma, come in tutti i paesi, la maggior parte degli abitanti è anziana. Con la nostra iniziativa contiamo di restituire Pari alla vita». Per chi fosse interessato, il presidente Minacci rimanda al sito dell’associazione www.parionline.it. Le candidature si possono presentare scrivendo a info@parionline.it.